MKC BLOG

1) Jagger

2) M(er)aviglia

3) Adferr

4) Cecchetto

5) Fulgur

6) Valbo

7) Tazio nuvolari

8) Stinson

9) Il Zagon

10) Ghost rider

11) Il carlo

12) Hunt

13) Lo slavo

14) Eagle

 

 

 

PAGELLE

 

 

Jagger, voto 10
Veloce, determinato, inarrestabile.
Non sbaglia una virgola e porta a casa una vittoria preziosissima a livello psicologico ancora più che in classifica.
Lo Chiamavano Bulldozer.

M(er)aviglia, voto 9
Dopo le prove deludenti parte decimo ma decide di cambiare il kart. Pesca un aereo che gli permette di rimontare a modo suo: accorto e aggressivo al tempo stesso. Impedisce la doppietta ai Marbles dopo una battaglia campale con Adferr all’ultimo giro che gli vale l’ennesimo secondo posto, e in classifica generale guarda tutti dall’alto.
Nel blu dipinto di blu.

Adferr, voto 8
Pronti-via prende il largo col suo compagno di squadra Jagger. Perde contatto con lui ma conduce una gara solitaria al secondo posto… E proprio quando sembra che la piazza d’onore sia cosa fatta arriva l’amico-nemico M(er)aviglia a rompergli le uova nel paniere.
Amiciamici tirubolabici.

Cecchetto, voto 7
Dopo aver levigato le gonadi ai coinquilini durante il viaggio, il petulante pilota dei ManzoTeam decide di regalarsi una bella Redbull nel pregara. In griglia parte quinto, poi perde qualche posizione a causa di un contatto e rimonta fino al quarto posto, resistendo a una mezza congestione dovuta al mix di abiti leggeri e alla suddetta redbull (servita sapientemente a una temperatura di – 273,15 C).
E poi dicono che ti metta le ali.
Volpe del Deserto.

Fulgur, voto 6,5
In risalita rispetto alla pessima prestazione di Ottobiano, sta iniziando a dimostrare il suo vero valore. I Manzo Team hanno bisogno dei suoi punti per essere competitivi.
Salmone.

Valbo, voto 6,5

Dopo aver trionfato a Ottobiano era il pilota da battere. Viene però coinvolto in un contatto nei primi giri ed è costretto a una gara tutta in rimonta, compiuta a metà. Finisce sesto, e perde momentaneamente la testa del mondiale, ma la strada è ancora lunga.
Glory Road.

TazioNuvolari, voto 7
Dopo l’esordio deludente il Nostro si presenta con la trovata dei caschi jet in tinta Minions. E solo questo gli vale mezzo punto in più.
Pronti via , e si trova in quarta posizione, col sogno di realizzare la tripletta Marbles, ma un paio di errori alla curva maledetta gli fan perdere ritmo e posizioni. Chiude settimo, e dimostra che quando rimane concentrato può dar fastidio ai piani alti, e finire davanti all’amico/rivale Stinson, cosa che non succedeva dai tempi di Gran Turismo3.
Tokyo 787*.

Stinson, voto 6

In prova non ci capisce molto e non trova confidenza col tracciato. Non ha la lucidità di chiedere il cambio kart, e la sbadataggine gli costa cara. Dopo un’ottima partenza infatti si mette in coda a un trenino di piloti in lotta per il podio, ma perde presto contatto a causa di mancanza di potenza sui rettilinei. Limita i danni chiudendo settimo, in una gara per lui priva di acuti o emozioni degne di nota.
Senza infamia e senza lode.

Il Zagon, voto 6
Gira con un buon ritmo nelle posizioni di mezzo, nel duello con Stinson forza troppo in uscita di curva e finisce per campi.
Tutto allenamento per la gara off-road.
Sebastian Loeb.

Ghost Rider, voto 6
Anche lui sotto tono a causa di un kart lento.
Dopo il primo giro per evitare un incidente si butta di lato, solo che – dettaglio – la pista è finita e quindi:
– erba
– pezzi di verde nella visiera
– ruote sporche
– una serie di imprecazioni che farebbero impallidire Germano Mosconi.
Torna in pista e si incolla a Stinson per 3 giri fino a quando per evitare un’altra collisione col pilota delle Brugole non finisce nuovamente a driftare come se non ci fosse un domani nelle campagne dei 7laghi, sotto gli occhi increduli del pubblico.
E quindi:
– erba
– pezzi di verde nella visiera
– ruote sporche
– una serie di imprecazioni che farebbero impallidire Germano Mosconi.
Chiude decimo, e nonostante le disavventure porta punti preziosi alla causa dei Minions.
Pollice verde.

Il Carlo, voto 6+
Arriva direttamente da Torino, dimostrando un attaccamento alla causa che gli vale il “più”.
Ancora deve prendere dimestichezza con le piste outdoor, limita i danni in vista di Moniga, dove si attendono prestazioni ruspanti.
Attendista.

Hunt, voto 6.5
Dopo il battesimo di fuoco in quel di Ottobiano qui Hunt lima – e di parecchio – i distacchi kilometrici che lo separavano dal gruppo di mezzo e mette in saccoccia i primi 4 punti iridati che gli valgono l’aggancio in classifica allo Slavo.
Se continuerà così ci sarà da divertirsi.
Il Barone Rampante.

Lo Slavo, voto 6
Reduce da una settimana difficile, nella quale ha dormito una media di 2 ore a notte nell’ultimo mese per studiare tutto lo scibile a livello kartistico e visionare tutti i filmati sui 7Laghi presenti in rete (compreso il campionato di Minimotard del ’96).
Il Nostro si esibisce in una gara onesta, mostrando evidenti miglioramenti e un atteggiamento meno remissivo, ma perdendo la sfida diretta con Hunt.
Liberatosi del fardello della giacca anti-aerodinamica chiude la gara senza farsi doppiare e dimezzando i distacchi sul giro dai primi, e sono miglioramenti significativi.
Galleria del Vento

Eagle sv
Come Il Carlo, si presenta in elegante ritardo. La striscia di fuoco che la sua moto ha lasciato sull’asfalto della statale fa pensare che abbia tirato un po’ per recuperare preziosi minuti.
Passando al Gp: fra prove e gara cambia più kart lui che fidanzate Borriello.
Come se i kg in più non fossero abbastanza, trova solo catorci che lo relegano all’ultimo posto e senza nemmeno la soddisfazione di un giro decente. Se esiste il karma alla prossima gara gli danno il kart con gomme morbide motorizzato Mercedes.
Paolino Paperino

Coach Matteo, voto 8 (da ruotare di 90gradi)
Nel pregara dispensa consigli al popolo come faceva Gesù con pani e pesci.
In gara trova un kart scarso, che in mano sua diventa x miracolo un missile terra aria.
Mancava solo che camminasse sui 7Laghi per toglierci ogni dubbio sulla sua vera identità.
Cristomimetico.